Consiglio dei PF, 13 ottobre 2021

Il Settore dei PF, con le sue sei istituzioni finanziate dalla Confederazione e il Consiglio dei PF come organo di direzione e sorveglianza strategica, è un sistema complesso e unico nel suo genere, ma che dà prova di grande efficacia. Lo storico Urs Hafner ha ripercorso la storia del Consiglio dei PF mostrando come questo influenzi lo sviluppo del sistema scientifico svizzero e come il Settore dei PF sia diventato ciò che esso è oggi.

Nel 1855 fu fondato l’attuale ETH di Zurigo e, con esso, l’attuale Consiglio dei PF che fungeva da Consiglio scolastico dell’istituto. Nel corso dei decenni si sono aggiunte le altre istituzioni: l’EPFL, il PSI, il WSL, l’Empa e l’Eawag. Tutti insieme costituiscono oggi il Settore dei PF. In questi anni il ruolo del Consiglio dei PF si è anche evoluto costantemente: esso è diventato un organo di direzione e sorveglianza strategica delle sei istituzioni, che al contempo rappresenta di fronte ai politici e alla Confederazione. «Il Consiglio dei PF è un’entità tanto complessa quanto paradossale, è parte integrante di un modello federale dagli equilibri delicati da cui è influenzata profondamente. Lo stesso vale per il Settore dei PF», scrive lo storico e giornalista Urs Hafner in «Far fronte all’imprevisto – Dal Consiglio scolastico al Consiglio dei PF».

Il sistema del Settore dei PF è molto efficace: «L’autonomia ricopre sempre un ruolo centrale», dichiara Michael Hengartner, Presidente del Consiglio dei PF. Il Consiglio dei PF, infatti, gestisce la propria attività autonomamente, nei limiti imposti dalla legge, e rappresenta il Settore dei PF di fronte alla politica e alla Confederazione. Queste a loro volta stabiliscono un limite di spesa quadriennale – una base finanziaria stabile e un pilastro fondamentale per il successo delle istituzioni – e definiscono gli obiettivi strategici che il Settore dei PF deve raggiungere. I due politecnici federali e i quattro istituti di ricerca sono istituzioni federali autonome di diritto pubblico, che prendono decisioni autonome utilizzando i fondi loro assegnati.

Il Settore dei PF al servizio della Svizzera
Urs Hafner definisce la collaborazione all’interno del Settore dei PF e con la politica e l’amministrazione federale un processo di negoziazione costante dei margini di manovra: «È una pratica che costa tempo e fatica, ma che salva il Settore dei PF dal diventare una pedina nelle mani dei politici o di una leadership d’élite. Se il management si distacca troppo dalla realtà, il sistema lo riporta con i piedi per terra. I cambiamenti sono rari, ma quando vengono approvati significa che sono stati preparati nei minimi dettagli, sono ben ponderati e godono del sostegno della maggioranza. Hanno superato l’ardua prova della deliberazione.»

Il fatto che non sempre tutto sia filato liscio nel corso di oltre 160 anni di storia va quasi da sé. In diverse occasioni, infatti, il Consiglio dei PF si è trovato stretto in una morsa fra le attese contrastanti delle sue istituzioni e del governo. Questo sistema molto complesso, che vive dell’interazione tra le sue componenti, è un fenomeno tipico della moderna Confederazione. Come spiega Michael Hengartner, «L’arte della negoziazione forse non è sempre la via più rapida, ma apporta un’enorme stabilità e ha reso la Svizzera uno dei Paesi più innovativi al mondo e lo stesso vale per il Settore dei PF.» E questa modalità, sottolinea infine il presidente, potrebbe essere sfruttata anche per affrontare le sfide del futuro, come la digitalizzazione o il cambiamento climatico. «Il Settore dei PF è al servizio della Svizzera e contribuirà a gettare le basi per un futuro di successo per il nostro Paese.»